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HandyLex press
La prima rivista di informazione sui diritti e le opportunità
per le persone con disabilità e i loro familiari

Dall’esperienza decennale di HandyLex.org nasce una rivista nuova: si chiama HandyLexPress, tratta di diritti e di opportunità ed è dedicata alle persone con disabilità, ai loro familiari e a quanti operano in questo settore.

Essere cittadini, consumatori, clienti e utenti consapevoli, rispettosi e rispettati, significa preventivamente essere informati ed aggiornati, correttamente e in modo autorevole e comprensibile.

Vivono in Italia – secondo l’ISTAT – circa due milioni e mezzo di persone con disabilità che sono cittadini, consumatori, clienti ed utenti. E almeno altrettanti sono gli operatori del settore che di persone anziane o disabili si occupano. A queste persone, tentando di colmare un vuoto informativo, si rivolge HandyLexPress, forte dell’esperienza e del successo maturati nel web.

Qui sotto cliccando verrete diretti al sito in questione,reputo questo sito uno dei maggiori a livello di informazione

Un grande grazie al direttore responsabile della rivista Carlo Giacobini

Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità

Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità

Con la legge 3 marzo 2009, n. 18 (pubblicata in G.U. n. 61 del 14 marzo 2009) il Parlamento ha autorizzato la ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e del relativo protocollo opzionale, sottoscritta dall’Italia il 30 marzo 2007.

La Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 13 dicembre 2006, rappresenta un importante risultato raggiunto dalla comunità internazionale in quanto, sino ad oggi, non esisteva in materia di disabilità uno strumento internazionale vincolante per gli Stati, se si escludono le Regole Standard ONU sulla disabilità, risalenti al 1993 e prive di forza vincolante.

In questa nuova prospettiva la Convenzione si inserisce nel più ampio contesto della tutela e della promozione dei diritti umani, definito in sede internazionale fin dalla Dichiarazione Universale dei diritti umani del 1948 e consolidatosi nel corso dei decenni, confermando in favore delle persone con disabilità i principi fondamentali in tema di riconoscimento dei diritti di pari opportunità e di non discriminazione.

Nei suoi principi ispiratori la Convenzione non riconosce “nuovi” diritti alle persone con disabilità, intendendo piuttosto assicurare che queste ultime possano godere, sulla base degli ordinamenti degli Stati di appartenenza, degli stessi diritti riconosciuti agli altri consociati, in applicazione dei principi generali di pari opportunità per tutti.

Scopo della Convenzione, che si compone di un Preambolo e di 50 articoli, è quello di promuovere, proteggere e assicurare il pieno ed uguale godimento di tutti i diritti e di tutte le libertà da parte delle persone con disabilità. A tal fine, la condizione di disabilità viene ricondotta alla esistenza di barriere di varia natura che possono essere di ostacolo a quanti, portatori di minorazioni fisiche, mentali o sensoriali a lungo termine, hanno il diritto di partecipare in modo pieno ed effettivo alla società.

Alla Convenzione si affianca un Protocollo opzionale, composto da 18 articoli, anch’esso sottoscritto e ratificato dall’Italia.

Con successivo regolamento del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, da emanarsi entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di ratifica, verranno disciplinate la composizione, l’organizzazione e il funzionamento dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, istituito dall’articolo 3 della legge n. 18/2009.

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prova

prova

 

 

Giro di vite ai “furbetti” dei pass disabili a Verona (19 permerssi ritirati)

Verona. Diciannove permessi di parcheggio ritirati, con relativa multa di 50 euro, e una persona denunciata per aver esibito un documento falso: è il bilancio della nuova stangata del sindaco di Verona Flavio Tosi contro l’uso di pass per disabili da parte di chi non ne ha diritto. La scure dei controlli messi in atto dalla Polizia municipale, che segue un’analoga iniziativa attuata a maggio in centro, si è abbattuta stavolta sui parcheggiatori dei due ospedali cittadini, il Policlinico Borgo Roma e l’Ospedale Maggiore Borgo Trento.

 

A far partire gli accertamenti, il direttore generale dell’Azienda ospedaliera integrata di Verona Sandro Caffi che aveva segnalato l’alto numero di ingressi di veicoli con pass per disabili nei due nosocomi. In due mattine la Polizia municipale ha verificato in tempo reale, grazie ai collegamenti con le banche-dati e ai palmari in dotazione, 164 automobili all’ingresso degli ospedali. Si è scoperto che in 19, tra cui due dipendenti della stessa Azienda ospedaliera, avevano utilizzato il talloncino di un familiare. Uno dei permessi era addirittura non originale: in questo caso l’automobilista è stato segnalato alla Procura per falso e uso di atto falso.

 

«Un comportamento ignobile, che danneggia i veri disabili e che dimostra la totale mancanza di rispetto nei confronti delle persone più deboli da parte di alcuni automobilisti, che tra l’altro non si fanno scrupolo di utilizzare in maniera irregolare un documento amministrativo importante». È il commento del sindaco Flavio Tosi all’esito dei controlli sui pas per disabili. «Perciò su questo tema non abbasseremo la guardia, ma continueremo ad eseguire i controlli – conclude – potenziando la sorveglianza grazie anche ai 14 nuovi agenti che entreranno in servizio da lunedì

Fonte Il Giornale di Vicenza  l’Arena di Verona

 

 

Commento Amministratore

Complimenti ai conduttori dell’operazione e al Sindaco di Verona Tosi.

Spero venga adottato anche in altre città.

 

Parcheggio Disabili

Parcheggio Disabili

Un mondo diverso ma possibile grazie a Te !!!

Lo stesso Mondo visto diversamente ma possibile grazie al Tuo aiuto !!!!!

Prova Leggi e normative

Prova Leggi e normative

Benvenuti

Prova di inserimento

In fase di allestimento

FURBETTI NEL MIRINO

FURBETTI NEL MIRINO. Durante Fieragricola i vigili hanno utilizzato anche le telecamere per accertare l’uso dei pass

I filmati inchiodano 21 falsi disabili

Verifiche per altri 23 contrassegni: c’era chi utilizzava il permesso di un parente morto

FONTE L’ARENA DI VERONA
Giovedì 11 Febbraio 2010
CRONACA,
pagina 14

Un pass per disabili collocato bene in vista su un’auto in sosta
La lotta ai furbetti del permesso miete altre vittime. Durante le quattro giornate di Fieragricola, infatti, il nucleo falsi disabili della polizia municipale ha condotto una nuova attività di contrasto all’uso di permessi disabili falsi, anomali o utilizzati indebitamente. E i dati sono preoccupanti. Su 77 controlli effettuati, ben ventuno sono stati i pass ritirati: nove perché presentavano anomalie, due perché erano scaduti e quindi non validi e dieci per utilizzo indebito, ovvero il permesso era valido, ma sulla vettura non c’era il disabile.
Sui permessi con anomali sono in corso accertamenti che, in caso positivo, porteranno alla segnalazione all’autorità giudiziaria per falso e uso di atto falso. Ma non è tutto. Altri 23 contrassegni sono risultati non conformi al codice della strada: i Comuni di rilascio verranno contattati dalla polizia municipale in modo da poter effettuare i relativi controlli. Proseguono inoltre gli accertamenti sull’uso degli stalli riservati ai disabili in centro storico.
In questi giorni, grazie al collegamento in tempo reale con l’anagrafe comunale, sono stati sorpresi quattro utilizzatori di pass disabili intestati a deceduti: per loro scatterà ora la segnalazione all’autorità giudiziaria.
I falsi disabili, dunque, sono sempre più nel mirino dei vigili. E delle loro telecamere: «Per i controlli utilizziamo, infatti, anche delle videocamere. Nel caso della Fiera, prima di tutto quelle fisse, a cui si aggiungono due apparecchi portatili in dotazione ai vigili», spiega il comandante Luigi Altamura. Ciò consente di individuare soprattutto le persone che utilizzano un permesso vero, ma non in presenza del disabile. «Le vittime a volte sono in ospedale o fuori città; molto spesso non sanno neppure che il contrassegno è in possesso di uno dei familiari».
Per questo servizio, durante le giornate di Fieragricola, i vigili hanno organizzato un servizio con pattuglie di cinque o sei agenti in divisa ma anche in borghese che hanno controllato tutta l’area attorno al quartiere fieristico.

Disabili e stalli blu

Disabili e stalli blu,non c’è sosta gratis

MOBILITÀ. Sentenza della Cassazione prevede che anche i portatori di handicap paghino il ticket per il loro veicolo

Finora molti Comuni prevedevano l’esenzione ma ora questo accordo non avrebbe più alcun valore

Stalli blu a Veronetta, in via Campofiore
La Suprema Corte di Cassazione con la sentenza nr. 21271 del 5 ottobre 2009 ha affermato un nuovo principio sull’utilizzo dei parcheggi a pagamento da parte dei disabili.
A differenza di quanto avvenuto finora, infatti, anche questi utenti della strada ora devono pagare il ticket se vi parcheggiano perchè non hanno trovato posto negli spazi loro riservati.
L’episodio che ha originato l’importante decisione della Cassazione è avvenuto a Palermo ma sicuramente è destinato ad aprire una vasta discussione tra le associazioni dei disabili.
La Cassazione, nel suo dispositivo, spiega che non esiste una norma che preveda in modo chiaro e palese l’esenzione per i disabili del pagamento del ticket per la sosta auto. E le circolari amministrative che invece prevedono questo beneficio, secondo la Suprema Corte non hanno valore.
Nella motivazione si legge che «gli articoli 188 e 11 del Codice della strada prevedono per i titolari del contrassegno l’esonero, rispettivamente, dai limiti di tempo nelle aree di parcheggio a tempo determinato (disco-orario) e dai divieti e limitazioni della sosta disposti dall’autorità competente».
Ma secondo la Suprema Corte, «l’obbligo del ticket è un fatto diverso. Nè ha fondamento invocare a sostegno di una diversa interpretazione l’esigenza di favorire la mobilità delle persone disabili. Dalla gratuità della sosta deriva infatti un vantaggio meramente economico, non un vantaggio in termini di mobilità, la quale è favorita dalla concreta disponibilità (piuttosto che gratuità) del posto dove sostare».
E se i posti riservati ai disabili sono esauriti? «Anche in caso di indisponibilità dei posti riservati», dicono i giudici, «non vi è ragione di consentire, in mancanza di una previsione normativa, la sosta gratuita della persona disabile negli stalli blu a pagamento».
Rispetto ad altre sentenze della Cassazione che hanno trattato il medesimo argomento, questa rappresenta una inversione di tendenza. In questo caso anche la Procura generale ha precisato la conferma della decisione del Giudice di Pace di far pagare all’invalido la multa per non aver pagato il ticket.
A Verona gli stalli blu sono gestiti da Amt e i controlli sono svolti dagli accertatori della sosta e questa sentenza sicuramente influirà sui molti disabili (o falsi disabili) che parcheggiano sugli stalli a pagamento in particolare in centro storico. La Polizia municipale inoltre ogni giorno rimuove in media almeno 5 autovetture dagli stalli riservati.
«Questa sentenza innovativa dimostra quanto i giudici stiano modificando alcune opinioni consolidate e ci invita ad aumentare i controlli sugli stalli riservati, e qui chiedo ai cittadini che ne usufruiscono di chiamare sempre la nostra centrale operativa, quando trovano abusivi. La lotta ai falsi disabili poi è stata inserita dal sindaco Tosi tra gli obiettivi prioritari in materia di sicurezza stradale» dice il comandante Luigi Altamura.

FONTE L’ARENA IL GIORNALE DI VERONA